L’allontanamento di Don Primiero rappresenta ancora per i cittadini di Mirteto una ferita aperta. Senza voler entrare nelle scelte che la Curia fa nella propria autonomia, credo però che possiamo parlare pubblicamente di quelli che sono i timori di chi vive in quel quartiere storico della nostra città. Tra questi c’è la voce sempre più insistente che paventa una possibile futura cementificazione della zona verde compresa tra il Parco dei Mirti e la Chiesa di San Vitale. Diversi cittadini di Mirteto mi hanno voluto far partecipe, come Consigliere Comunale, di quella che, ripeto, per ora rimane un sentito dire, ma che se in futuro venisse confermato come progetto concreto sarebbe invece un colpo al cuore dell’intera città. Quella zona dovrebbe invece essere riqualificata, con un progetto che preveda uno spazio per anziani e giovani, con il verde che sia preponderante e l’aspetto sociale l’obiettivo ultimo.
Anche il campo di calcio davanti alla Chiesa, che riveste un ruolo fondamentale per le giovani generazioni, penso che possa essere ancora migliorato, sia in termini strutturali che sociali.
Mirteto è sicuramente un quartiere che merita di più, che non meriterebbe cementificazioni ulteriori soprattutto se fatte a ridosso di una Pieve così bella e antica, che anzi dovrebbe essere ancora di più valorizzata , anche turisticamente parlando.
Mi sono sentito in dovere di intervenire pubblicamente per “mettere le mani avanti”, interpretando le preoccupazioni di molti cittadini del Mirteto, ma anche e soprattutto per chiedere all’Amministrazione che si prenda l’impegno, in collaborazione con la Curia, di riqualificare quell’area verde ma abbandonata, per destinarla ad attività sociali e comunitarie.
Alessandro Amorese
Consigliere Comunale PdL
Pochi giorni fa è stato inaugurato un asilo nido presso la scuola media Paolo Ferrari. Un inaugurazione in pompa magna tra rullo di tamburi e fuochi d’artificio. Dico subito, sgomberando il campo dagli equivoci, che un nuovo asilo è comunque una buona notizia specie nelle zone dove ce n’è necessità.
Peccato che in questo caso si è andati a inaugurare una scatola vuota, una struttura che ha già aperto alcuni problemi gravissimi. Andiamo per ordine: nel nuovo nido verranno ospitati 20 bambini, 6 lattanti (dai 3 ai 12mesi) e 14 semidivezzi (dai 12 ai 24 mesi), seguiti da 5 educatrici assunte tramite la graduatoria in vigore. Peccato che queste 5 educatrici, non essendo di ruolo, non abbiano ancora esperienza sufficiente a poter provvedere da sole alla gestione dell’asilo e soprattutto alla cura dei piccoli ospiti, che sono poi, è bene sempre ricordarlo, insieme alle famiglie, i soggetti più importanti del servizio. Ma i bambini stessi possono risentire parecchio di una gestione improvvisata di un asilo. Infatti proprio per ovviare all’inesperienza ed all’assenza di educatrici di ruolo nel nuovo asilo, l’Assessorato alle Politiche per la scuola ha chiesto alle referenti degli asili nido comunali “la disponibilità del personale educativo a voler collaborare ai fini di poter offrire un servizio adeguato alle necessità della nuova attività didattico-educativa, nonché di favorire un buon inserimento dei piccoli ospiti, garantendo la presenza di personale di ruolo presso la nuova struttura limitatamente al periodo dell’inserimento e comunque, a sostegno iniziale dell’operato delle educatrici”.
In parole povere: viene aperto un nuovo asilo nella totale improvvisazione, senza uno straccio di progetto educativo che è alla base di ogni inizio di percorso quando si tratta di aver a che fare con bambini. Quindi per “l’ansia del taglio del nastro”, pagano le conseguenze di quello che rischia di diventare un disservizio, i bambini e le loro famiglie, ma anche, non dimentichiamolo, quelle educatrici che vengono strappate, a turno, al proprio lavoro quotidiano negli altri asili comunali. Considero peraltro umiliante trattare come jolly le educatrici che invece fanno un ottimo lavoro, pur nell’annoso problema di mancanza del personale e a volte di sovraffollamento di alcune strutture. Sostanizalmente le educatrici di ruolo devono supplire alla amncanza di organizzazione dell'Amministrazione comunale.
Mi chiedo dov’è la continuità didattica, dov’è il rispetto sia verso i bambini che verso le famiglie, ma anche nei confronti delle educatrici di ruolo, sballottate di qua e di là. Sia chiaro, logicamente, che il personale educativo non era stato messo al corrente dell’apertura di questo nuovo nido, ma soprattutto coinvolto, loro malgrado, a cose fatte, con tutti disagi conseguenti. Di questi fatti chiederò spiegazioni con un interpellanza urgente gli assessori di riferimento.
Ci ha lasciati nella notte, dopo una devastante malattia, Franco Pelù: segretario della Giovane Italia negli anni '60, esponente del Msi, candidato alla Camera negli anni '70 e primo dei non eletti (dietro Beppe Niccolai). Consigliere Comunale Msi negli anni '80: protagonista di tante battaglie sociali, politiche e culturali. Ma soprattutto a lungo punto di riferimento per i giovani del Fronte e di AG.
Persona di immenso valore, schietta come pochi, vivace e attiva come i grandi uomini della Destra Politica Apuana.
Sarà la stella polare nelle nostre battaglie.
Ciao Franco: salutaci Mario, Giovanni, Elena, Giacomo e gli altri camerati apuani.